Shlomit Malka: «Un’israeliana non ha paura di niente»

Alle 8 e 45 del mattino, a casa di Adriano, l’autore degli scatti di questo servizio, non sembra proprio di essere su un set fotografico. Stiamo aspettando Shlomit Malka, la 22 enne modella israeliana che da due anni è il volto (e il corpo) del marchio Intimissimi. Nell’aria si respira profumo di caffè e nessuno si sta minimamente preoccupando delle luci o di togliere i vestiti dall’imballo di cellophane. Invece hanno appena appoggiato due vassoi di brioches gonfie di crema sul grande tavolo accanto ai pennelli e alle “pastiglie” colorate degli ombretti e dei fard. In soggiorno discutono su come e dove sarebbe meglio sistemare un divano nuovo, mentre la moglie del fotografo sta convincendo la loro boccoluta, e devo dire molto risoluta, bambina di due anni a infilarsi il cappotto verde menta per andare all’asilo.
«Shlomit arriva dall’altra parte di Milano, con il traffico che c’è a quest’ora non ce la farà mai ad essere qui alle nove», ipotizzano intorno a me. Mi preparo a una lunga attesa.
Shlomit è una modella diversa dalle altre. Una di quelle che, per esempio, pubblica sui social torte di panna, savoiardi e lamponi, un numero imprecisato di cani e gatti e che ai selfie durante i party esclusivi preferisce quelli in piscina, appena sveglia o a bordo di una cabrio, ma comunque saldamente abbracciata a un ragazzo con gli occhi blu e la barba. Si chiama Yehuda Levi ed è uno di quegli attori a cui jeans e T-shirt sono sufficienti per andare dove vuole e fare sempre ottima impressione.
Nove e un minuto. Suonano alla porta: «Ciao, sono Shlomit». La ragazza che giganteggia sui manifesti della nuova campagna primavera-estate 2016 di Intimissimi, quella che in slip e reggiseno può farti litigare con un fidanzato che ammutolisce appena se la trova nel campo visivo, mi sta tendendo la mano. Serissima.
Come tante ragazze israeliane, ha fatto il servizio militare. E in effetti un certo piglio marziale ce l’ha. Anche se qui, in mezzo al salotto, struccata, in tuta e bomber di felpa, sembra più una studentessa che ha marinato la scuola. Senza dubbio, la più carina della classe, quella con gli occhi blu e il sorriso in grado di sciogliere e far arrossire la metà maschile di un intero liceo.
«Scusate il ritardo», dice. «Avevo così paura di non essere puntuale che ho saltato la colazione». Si materializzano all’istante davanti a lei i due vassoi di brioche. Lei guarda e sospira. «No grazie, meglio un tè caldo con una bella macedonia di frutta fresca. E magari anche un’insalata». Finalmente, penso tra me, una ragazza che non vuole prendermi in giro vendendomi la solita favoletta delle modelle che si abbuffano impunemente senza mettere su un etto.
«Ma allora, la Charlotte di panna e lamponi su Instagram, tutta scena?», le chiedo mentre ci accomodiamo e il parrucchiere comincia ad arricciarle veloce le ciocche castane. «Ma no, è che quando lavoro sono molto disciplinata. A casa, invece, adoro cucinare, soprattutto i dolci. Ho una libreria piena di manuali e so organizzare per tutta la mia famiglia un pranzo sontuoso dall’antipasto al dessert. Anche se la mia passione restano le torte al cioccolato, quelle che mescoli, inforni e in 30 minuti sono pronte».

Ha imparato a cucinare nell’esercito?
«No, mi hanno insegnato i miei genitori. Anche se fare il servizio militare è una di quelle lezioni di vita che difficilmente ti scordi».

In che senso lo è stata per lei?
«Ho capito il valore della tenacia e della perseveranza. L’esercito ti impone ogni giorno un obiettivo, un traguardo ben preciso. E il risultato devi raggiungerlo a tutti costi, lavorare sodo, senza mai concederti distrazioni. Sono cose che servono molto anche quando torni a casa, qualunque lavoro tu voglia fare. Anche la modella».

Lei e Irina Shayk, testimonial dal 2007 di Intimissimi, siete protagoniste del progetto The Perfect Bra Book, un libro fotografico di Sante D’Orazio, che festeggia i 20 anni del marchio e racconta l’eleganza e le nuove seduzioni del reggiseno. Com’è stato l’incontro con una modella icona?
«Conoscevo già Irina, abbiamo lavorato per un certo periodo per la stessa agenzia di New York. Lei è bellissima, ma anche molto divertente, una ragazza davvero alla mano».

Di solito si pensa che ci sia molta competizione nel mondo della moda e che non sia facile stringere vere amicizie.
«Né più né meno che in qualunque altra professione. Se c’è sintonia sul lavoro, spesso scatta un legame che va oltre e diventa importante anche nel privato. Il nostro non è un ambiente di relazioni superficiali o interessate, come si crede. Io, poi, sono un tipo tranquillo, ma molto espansivo».

Ha iniziato a fare la modella a 17 anni, dopo aver postato delle foto su Facebook. Sui social, però, molte ragazze l’hanno criticata perché ha smesso di studiare.
«Ma non è affatto vero. Semplicemente la mia vita in questo momento ha preso un’ altra direzione. Tornerò sicuramente sui libri di fisica e di matematica, le materie che amo. E non solo, mi piacerebbe integrare con studi di psicologia per lavorare nel campo dell’educazione. Non mi vedo chiusa in un laboratorio a fare esperimenti, ma a contatto con la gente, soprattutto con i bambini».

Le piacciono?
«Moltissimo. Sono il miglior investimento che un essere umano possa fare per il futuro».

Com’era lei da piccola?
«Curiosa. Smontavo e rimontavo tutti i giocattoli per vedere come funzionavano. Nella maggior parte dei casi, però, finivo col romperli e basta».

Su Instagram ci sono molte sue foto con Yehuda Levi. Sembrate molto innamorati.
«Lo siamo, l’ho conosciuto a casa di amici, è uno degli attori più amati nel mio Paese. Con lui sto semplicemente bene e mi fa morire dal ridere». 

Ma il fatto di essere entrambi belli, giovani e all’apice della carriera non è un pericolo per la coppia, non avete paura che il lavoro e il successo possano allontanarvi?
«Tutto dipende sempre da come si decide di impostare una relazione. E se ci tieni davvero che funzioni. Nel nostro caso abbiamo scelto di stare insieme il più possibile, anche a costo di rinunce e sacrifici personali. Per esempio, io ho trascorso diverse settimane con lui a Los Angeles perché era su un set. E lui ha cancellato ogni impegno ed è stato con me un mese a New York perché dovevo posare per alcuni servizi».

È gelosa?
«No». 

Mi sa, allora, che il geloso è lui.  
«Assolutamente no. Abbiamo fatto un patto: viaggiamo da soli esclusivamente per spostamenti mai più lunghi di tre giorni».

Vivete a Tel Aviv, una delle città più di tendenza in questo momento. Che cosa ha di speciale?
«È piena di giovani e questo la rende magica. Qui convivono ebrei di origini molto diverse: italiani, russi, mediorientali. Si mescolano culture e tradizioni differenti, ogni famiglia è una specie di puzzle: io, per esempio, ho origini russe e marocchine. Solo a Tel Aviv mi sento davvero a casa. Sono gli amici e gli affetti a darmi calore e un punto fermo, una sensazione che provo a volte anche a New York. Los Angeles, invece, dove ho vissuto a lungo, è una città terribile per costruire legami autentici ». 

Israele è un Paese che convive da sempre con il pericolo del terrorismo. Come vede l’Europa che in questo momento ha paure molto simili a quelle con cui lei è cresciuta?
«Capisco molto bene che cosa state attraversando e penso che l’unico modo per non darla vinta al terrore sia restare uniti, compatti, senza chiudersi in un guscio per il timore di tutto quello che è straniero, diverso o di quello che può accadere uscendo di casa. In Israele ho imparato che bisogna essere più forti dei nostri peggiori incubi. E che non serve litigare o dividersi su come affrontare il problema».

Che cosa ama, invece, del suo lavoro di modella?
«Per una ragazza giovane come me la possibilità di girare il mondo è un dono impagabile». 

Dove le piacerebbe andare in questo momento?
«In Giappone. È un paese che mi attira per la natura, per la poesia e il senso di tranquillità e meditazione che trasmettono i giardini o i mandorli in fiore. Ma  anche per l’anima tecnologica, razionale, rigorosa».

E che cosa non le piace del suo lavoro?
«Trovo faticosissimo dover pensare continuamente a come appaio e stare così attenta e concentrata sul mio corpo». 

Mi sta dicendo che odia andare in palestra?
«Ho un personal trainer. E con lui, quattro volte alla settimana, seguo un programma mirato di un’ora, mescolando diverse discipline. Ma quando sono in viaggio, devo arrangiarmi da sola e mi annoio molto. Fosse per me farei solo un po’ di corsa e surf sulla spiaggia». 

Segue una dieta particolare?
«No, ascolto semplicemente il mio corpo e cerco di mangiare il più sano possibile. Adoro il cibo, penso che sia uno dei grandi piaceri della vita. E poi la cucina in Israele è ricchissima, un vero incrocio di culture». 

Quando pensa alle modelle del passato, chi potrebbe essere per lei un punto di riferimento?
«Mi piacerebbe una carriera come quella di Gisele Bündchen».

Gisele, che ha 35 anni ed è ancora richiestissima, sarebbe il passato?
«Allora dico Cindy Crawford e tutte le sue colleghe degli Anni 80 e 90. Ma loro sono star inarrivabili. Hanno costruito il loro successo senza nemmeno l’aiuto di Instagram o di Facebook. Oggi non esisti senza i social».

Se aprissi in questo momento il suo armadio, che cosa troverei?
«Be’, sicuramente un reggiseno Intimissimi. E poi tanti jeans e T-shirt».

Che cosa la fa sentire sexy?
«La lingerie. Anche sotto un pigiamone di felpa da casa».

Va bene, ma per un’occasione speciale, un evento o per fare colpo su un uomo, che cosa indosserebbe?
«Odio i tacchi alti. Sceglierei un abito cortissimo e delle sneakers».

Era vestita così quando ha conosciuto il suo fidanzato?
«Non me lo ricordo. Però sa qual è il suo complimento che più mi riempie d’orgoglio?

Mi dica.
«Quando qualche amico gli dice che è fortunato a stare con una modella, lui risponde: “Non mi importa quello che vedete, la mia ragazza è bella dentro”».

Tempo scaduto, tra poco si comincia a scattare. Incarto le famose brioche, che a quanto pare tutti qui snobbano, per portarle in redazione. Guardo Shlomit che mi sorride, ora perfettamente truccata e le chiedo al volo come si immagina tra dieci anni. «Una mamma laureata», risponde lei sicura. E allora penso che il suo fidanzato abbia trovato la risposta giusta per mettere a tacere gli invidiosi.

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