Anche i nostri animali sono stressati dalla quarantena? Uno studio ne spiega la psicologia

di Cristina Baldini

Uno studio dell’università Statale di Milano cerca di capire quali aspetti della personalità (nostra e dei quattrozampe) influenzano la capacità di gestire una situazione difficile, come quella dell’autoisolamento. E tutti possiamo partecipare

Le battute, durante la quarantena, non si sono risparmiate: “Invece di portarmi il guinzaglio per uscire, ormai Dado corre a nasconderlo”. Oppure: “Lola ha smesso di fare le fusa per protesta, rivuole la sua casa”.

Compagni di quarantena

Ci abbiamo scherzato, ma una domanda di fondo è rimasta: quanto l’isolamento ha influito sul nostro benessere psicologico e quello dei nostri animali? Chi è rimasto chiuso in casa per lunghe settimane con il proprio cane e gatto, se l’è passata davvero meglio di chi ha condiviso casa con i soli congiunti umani? E ora che, lentamente e con molte cautele, inizia un graduare inizio di nuova normalità, avere accanto a sé un quattrozampe potrà aiutarci a gestire l’ansia del tornare a uscire di casa?

Lo studio

Uno studio portato avanti dalla dottoressa Patrizia Piotti e dalla professoressa Mariangela Albertini del dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano parte dai due mesi appena trascorsi per comprendere come la personalità delle persone e degli animali influenzi la loro qualità della vita, la loro capacità di vivere al meglio o tollerare una situazione di stress come quella attuale, ma anche di recuperare successivamente.
Proprio per queste ragioni, al questionario che l’università ha appena messo online possono partecipare sia proprietari di cani o gatti, sia le persone che hanno trascorso la quarantena senza avere un animale accanto.

La salute nostra e dei nostri animali

Ovviamente, i proprietari di un cane o un gatto risponderanno sia per sé sia per il proprio beniamino. Si tratta, spiegano le ricercatrici, di uno dei primi lavori nei quali la qualità della vita e la personalità degli animali sono valutate in maniera analoga a quelle delle persone. E visto che nel corso di questa pandemia ci siamo trovati tutti (più o meno) sulla stessa barca, il questionario sarà distribuito a livello internazionale, in modo da poter valutare anche gli effetti dei diversi livelli restrittivi e quelli legati alle differenze culturali.

Forse la scienza ci confermerà quel che molti già sospettano: Dado e Lola sono felicissimi di averci avuti tutti per sé e, nonostante le battute, sono rimasti i nostri più fedeli e incondizionati amici, anche nel momento di più grande incertezza.

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